Così va il mondo

Il conto della crisi: 200mila senza lavoro in Lombardia

Milano la provincia più colpita: 3100 licenziamenti
Italia: cresce ancora la disoccupazione
A gennaio erano l’8,6% del totale (2.144.000)
Fonte: Terra
La Fiat chiude per due settimane
30mila lavoratori in cassa integrazione
Europa sempre più in affanno
11 disoccupati per un posto
Berlusconi sempre più ricco
Il reddito nel 2009 del Presidente del Consiglio cresce di 9 milioni di euro.
Forbes: Carlos Slim è il più ricco al mondo
Il magnate messicano supera Bill Gates.
Crisi passata, aumentano i miliardari
Fonte: La Stampa
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Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri dunque, ma per fortuna arriva Francesco Forte dalle pagine del Giornale a indicare la strada nel suo articolo Il Lavoro c’è, ma nessuno lo vuole:

“I giovani sbagliano a non orientarsi al lavoro nelle arti e mestieri. Esso consente interessanti occupazioni e chi lo fa prima come apprendista, poi come lavoratore dipendente, può diventare poi un imprenditore in proprio. E sbagliano i genitori a non indirizzare i figli in questa direzione, che non esclude affatto di studiare anche nelle medie superiori e, magari, all’Università se si desidera passare dall’impresa artigiana all’impresa specializzata di maggiori dimensioni. Ma è una intera cultura che va cambiata”.

In effetti è una “interessante occupazione” starsene otto ore su tre turni a sfornare da una macchina utensile particolari sempre uguali ora dopo ora, turno dopo turno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, senza neanche avere la soddisfazione di sapere che fine faccia quel particolare che si lavora. Davvero molto interessante, come pure “diventare un imprenditore in proprio”, mettersi volontariamente all’ultimo posto della catena, indebitarsi per la vita, chiudere al primo accenno di crisi. Molto, molto interessante. Ho come l’impressione però che difficilmente un onorevole, o un giornalista, o un avvocato, o un imprenditore possa arrivare a consigliare al proprio figlio di entrare in una boita a sedici anni per imparare il nobile mestiere del tubista, o mandarlo a studiare in un Istituto Professionale per dargli la possibilità di accedere alla esaltante carriera di fresatore. Al limite, come fece Pier Luigi Celli, è questo il consiglio che gli possono dare, tocca dunque a chi già è tubista o fresatore spronare i propri figli a ricalcare le orme paterne, perchè i ricchi restino ricchi e i poveri restino poveri, perchè così va il mondo, e chissà cosa si erano messi in testa tutti quegli operaiacci che a furia di sacrifici erano riusciti a far studiare i propri figli, nella speranza che almeno a loro venisse evitata l’esperienza di quaranta anni di fabbrica o di rischi sui cantieri. E pure loro, quei figli di operai, pensa che idea balzana che avevano in testa, a pensare di non dover fare la vita dei propri genitori! Vai a sapere cosa passa per la testa a certa gente!

8 Risposte

  1. Questo è appunto l'enorme problema di tutte le società capitalistiche: il divario tra i troppo ricchi ed i troppo poveri che si allarga enormemente, soprattutto nei momenti di crisi delle suddette società.detto ciò, però, vorrei fare un appunto: una stagione, anche piccola, di lavoro in fabbrica io ai miei figli gliela farei fare. Non per tutta la vita, ovviamente, sono la madre e li amo alla follía😀 però un paio di mesi, per fargli capire quanto sono privilegiati. Per fargli capire la fortuna che hanno. Per fargli capire che i soldi, l'ipod ed il computer con la broadband non sono tutto. Per fargli capire che c'è anche un'altra realtà. Come dire: un'esperienza di apprendimento.

  2. Ha ragione Forte che per l'appunto scrive su il Giornale: basta adattarsi a sporcarsi di merda la lingua ogni giorno leccando il culo al proprio padrone anche negando la realtà…

  3. Io credo intendesse per 'arti e mestieri' cose del tipo idraulico, elettricista, muratore piastrellista,ceramista e roba del genere…e da quel punto di vista non è del tutto sbagliato. Il punto è che il salto poi è difficile farlo se non hai un capitale di partenza e qui dici bene quando parli di quei poveretti che senza le spalle coperte tentano e rischiano, quasi sempre finendo male. Al di là dei discorsi politici, comunque, è indubbio che non si può più sperare di fare il lavoro per cui ci si è laureati, a fronte di un superspecializzato c'è necessità di 100 di manovalanza. In una società come la nostra è così, inutile nasconderlo : non ci possono essere solo generali e nessun soldato in un esercito ( azz, che brutto paragone, ma rende).

  4. @ Aleph: ho parlato di "boite" e tubisti, credo di aver capito cosa intendesse, e non ci trovo nulla di umiliante nel fare un lavoro dove ci si sporca le mani, anzi (figurati! troppi anni ho passato a farlo), ma deve essere una scelta libera, non obbligata dalle circostanze, come una diffusa povertà ad esempio, che impedirebbe a larga parte dei ceti poveri l'accesso agli studi e quindi la possibilità di un lavoro che non sia manuale.Mentre, ripeto, trovo difficile credere che il figlio di uno ricco decida di fare l'idraulico o meglio ancora che i loro genitori gli consiglino di farlo. Non è il principio dell'articolo in sè che contesto, è "l'armiamoci e partite" sottinteso che mi fa girare le balle.Un saluto

  5. @ Martina: sono esperienze fondamentali per una persona. A patto che vi sia possibilità di scelta.

  6. Non mi sono soffermata a leggere l'articolo, ho dato per buono ciò che hai scritto tu e dunque è probabile che mi sia sfuggito il vero intento….comunque hai capito ciò che intendevo. E non è che voglia dire che sia giusto! Dico che in un sistema capitalistico non ossono fare tutti i professionisti o i dirigenti, e questo è ovvio.

  7. certo Rouge, la scelta senz'altro e, come hai detto tu, il diritto primario ed alienabile ad un'istruzione di qualita` che dev'essere un diritto universale e non di pochi. Un problema planetario in questo mondo dai valori perversi e che mi sta a cuore da molti anni.il mio era un intervento un po' provocatorio, perché di fronte alle notizie che tutti riceviamo quotidianamente, i miei figli spesso non si rendono conto di quanto siano fortunati.sai che la pensiamo uguale😉

  8. *INanienabile! ma come scrivo stamattina?😉

I commenti sono chiusi.

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