Seduto, sulla sponda di un fiume…..

Starsene sulla riva di un fiume a guardare cosa scorre a valle può essere divertente a volte. A parte il torbido dei liquami e di altre schifezze che vi si sversano (che saranno sempre di più con la modifica apportata dal Ddl 152/06 che mantiene sanzioni penali solo per i casi più gravi e per tutto il resto basta una bella multa, sempre che si venga beccati) si vedono passare tanti cocci di questa italietta allo sfascio.
Nel fiume, sempre più grande, transitano pezzi di regolamenti giudicati inutili fiscalismi da coloro che fiscalismi ne mettono in piedi talmente tanti che alla fine manco se li ricordano (loro, figuriamoci noi!), salvo lamentarsi quando qualche magistrato ne tiene conto e li applica.
Cocci dello Statuto dei Lavoratori, quella parte che ancora resta a difendere il diritto di non essere messo alla porta quando pare a loro, abilmente aggirato, con buona pace di quanti, lavoratori, hanno votato chi poi gli da un calcio in culo.
Frammenti di dichiarazioni tipo: “Questa è una battaglia per governare la Regione, ma anche una battaglia per il primo dei diritti, quello alla democrazia e alla libertà”. Quale democrazia, quale libertà? Ma di che parli Renata? Diciamo che è la battaglia per dare a un popolo di incompetenti auto referenziati, questo siamo, la possibilità di farsi governare da altri incompetenti non si sa quanto referenziati, per potersi poi lamentare della loro incompetenza. E il discorso non vale solo per coloro a cui verrà data in una maniera o nell’altra la possibilità di poter partecipare alla spartizione di cariche pubbliche su cui trovare la maniera di lucrare, vale anche per quelli che hanno imparato meglio il compitino e hanno evitato figuracce burocratiche e aspettano e sperano di sedersi a tavola. Per quello che valgono le elezioni, tutte le elezioni, per quello che poi ne viene a chi non ha il pelo o è troppo onesto per candidarsi, tanto varrebbe invece di andare alle urne farne un bel reality show, tutti i candidati dentro una casa o su un’isola a scannarsi e noi a dare preferenze col televoto: non cambierebbe niente in termini di sostanza ma almeno ci si divertirebbe a ridere di loro.
Poi ancora dalla sponda si intravedono passare rimasugli di informazione, corrotti e corruttori, concussi e concussori, puttane (pardon: escort) e ricottari (pardon: imprenditori), giornalisti di regime e giornalisti di controregime, evasori fiscali e veline, protettori civili e principi cantanti, ricattatori e ricattati, gente che cerca il modo di metterlo nel culo a qualcuno e gente che non pensa ad altro che a pararsi il culo, politici mafiosi, giudici corrotti e ancora tanta, tanta merda.
Si vede infine passare, ed è l’unico amaro divertimento, qualche frammento di satira che ancora resiste (qui e qui), niente comunque in confronto a quanta se ne vedeva in anni passati e che oggi bisogna andarsi a cercare nei teatri o sulla rete (qui e qui), perchè in televisione è impensabile rivederli.
Almeno fino a quando dalla sponda del fiume non si vedrà passare, assieme al resto dei loro scarti, chi ha provocato la piena.

4 Risposte

  1. io siedo sulla riva e aspetto….

  2. So che qualcuno dirà che non bisogna stare seduti ad attendere, perchè la piena può spazzare via anche noi, ma faccio fatica a pensare che ci sia ancora qualcosa da salvare. L'immobilismo non è una bella cosa, ma anche il girare a vuoto non porta a nulla. Diciamo che a star fermi ti stanchi meno, ecco.🙂

  3. Sì, Rouge, "… a star fermo ti stanchi meno…". Anche perché, se muoversi significa andar dietro a quegli altri che presentano liste (magari correttamente e con tutte le firme e i bolli come legge) in testa alle quali c'è un personaggio che definire discutibile è un pleonasmo (ogni riferimento a De Luca è assolutamente voluto…), allora sì: me ne sto seduta pure io. Mi è passata la voglia di fare qualsiasi cosa. E non ne sono contenta.

  4. @ Bastian: beh, manco io ne sono contento. Diciamo che sono stanco di girare a vuoto.

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