Lo stratega

Massimo D’Alema, alle cinque del pomeriggio, tra una proiezione e l’altra, allarga le braccia: “l’astensione, il boom della Lega, e tutti quei voti alle liste di Grillo….. Qualcosa non va in questo paese“. (fonte La Stampa)
Intanto in Puglia vince Vendola, sulla cui candidatura Baffino aveva posto il veto.
Chissà cos’è che non va in questo paese.

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Niente di nuovo (sul fronte occidentale)

La vittoria di Cota in Piemonte per una manciata di voti in più, grazie sicuramente a quelli di sinistra confluiti nella lista grillina del Movimento a Cinque Stelle, è stata salutata in diretta Raiuno dai leghisti in festa al grido di “Chi non salta comunista è!”.

Quando vicende politiche che riguardano la vita concreta di un cittadino, il suo vivere in una comunità, viene vissuta come una vittoria in un torneo di calcio, direi che ogni possibile commento risulterebbe fiato sprecato. La distanza del “sentire” politico e sociale fra le due fazioni è infatti diventato abissale, diventando una questione che dall’ ideologico è sfociato nell’ antropologia, e l’unica considerazione che mi viene da fare e che non è un bell’esemplare di umanità quella che ne viene fuori vincente. Una umanità razzista, populista, arrogante, intollerante, egoista. Brutta, per dirla in un solo termine. Incapace di trovare la contraddizione tra l’ergersi a paladina di valori cristiani e l’adorare ampolle d’acqua in riti tra il fieristico e il pagano, incapace di mettersi in altri panni che non siano i propri, di riconoscere altre culture che non sia la propria (se di vera cultura si tratta), di riconoscere la differenza tra una rassegna teatrale e una sagra della trippa, di riconoscere, più seriamente, che molta della fortuna del Nord è stata costruita sulle spalle di chi aveva una cultura diversa, meridionali come stranieri, necessari e pur tuttavia odiati.
Queste sono comunque cose che già si sapevano, la presenza della Lega al nord non è una novità, questa è solo una ulteriore conferma del suo attecchimento sul territorio e tra la gente, e non sarebbe stata la vittoria del centrosinistra a cambiare la situazione, si sarebbero solo limitati i danni.
C’è però in giro un gran bisogno di altro, come dimostrano i dati sull’astensione, aumentata, e il voto di protesta confluito per lo più ai grillini. C’è bisogno di una politica che sappia risolvere i problemi della gente senza che sfoci nel populismo e nell’arroganza di cui sono maestri quanti ora comandano, che sia onesta e rispettosa non solo di chi rappresenta ma di tutti, che sappia fare cultura e creare una generazione di cittadini migliori e più responsabili della cosa pubblica, che sappia guardare agli interessi di tutti nessuno escluso e che lo faccia in maniera giusta e corretta.
Questo è “l’altro” a cui chi è a sinistra dovrà essere in grado di fornire risposte adeguate e convincenti. Ci sono tre anni di tempo, non credo basteranno, vale la pena tentare.

One hour, fifty minutes, thirty seconds in the life of….

Quando varco la porta dell’agenzia l’odore che mi arriva è di cattivo disinfettante, troppo pungente, devono aver appena lavato. Due teste di ragazzette sporgono solo un poco dall’alto bancone, mi guardano appena, salutano, forse, non mi pare, ormai non ci faccio più caso, in genere i miei buongiorno rimangono soli come mosche d’inverno, scacciati via quasi allo stesso modo.

Le due ragazzette hanno l’età apparente di venti e qualcosa anni, o giù di lì. Hanno la stessa faccia, la stessa corporatura, gli stessi capelli lisci, vestite quasi allo stesso modo, diresti sono gemelle, o forse sono solo gli anni in più che ho che cominciano a farmi vedere la gente tutta uguale, non saprei dire, ma è comunque il metro di un mio mondo che comincia ad essere poco frequentato, da giovani intendo.
Una delle due mi dà un modulo da riempire, poi sparisce nel retro e non potrò più valutare se davvero sono gemelle o solo frequentatrici degli stessi negozi. Compilo, intanto. Sono diventato un vero esperto di moduli da riempire, li compilo a velocità record, ho persino mandato giù a memoria il mio codice fiscale. Qualche dato lo metto a muzzo (chi ricorda più il mese del mio terzo impiego?) e comunque nessuno mai controllerà, nel caso non è che abbia poi molta importanza. Trattamento dei dati, croce sul no, poi restituisco e mi preparo alle domande, scontate, sempre uguali, che la ragazzetta si appresta a pormi.
Sì, da nove anni lavoro in quel settore e sì, mi sono già occupato di questo. Se so cos’è quel tal documento? Sì, certo (da nove anni lavoro in quel settore, forse anche solo per sbaglio l’avrò sentito nominare, no? vabbeh!). Prima facevo quella talaltra cosa, l’ho fatta per quindici anni per cui so di cosa stiamo parlando (ma li leggete i curriculum o ne fate areoplani?), e mastico un po’ di lingue straniere, inglese francese e per lo spagnolo basta mettere la esse alla fine di ogni parola, internet sicuro, office manco a parlarne per cui eccomi qua, sono l’uomo giusto, apposta per quel ruolo, non ce n’è meglio di me, cazzo fidati un po’!
In realtà le ultime cose sono solo pensate, mentre la ragazzetta che può essere mia nipote dice haha a ogni mia risposta e mi squadra per catalogarmi, in tre minuti deve decidere dove posare i fogli su cui c’è scritta metà della mia vita, se nei portadocumenti o nel cestino della spazza.
Saluti, arrivederci, le faremo sapere, comunque la dittà valuterà, la chiameremo, ormai è nel nostro database, se c’è qualcosa, certo, buongiorno. Esco.
Non so se ha realmente detto tutte le ultime frasi, ormai le confondo quasi quanto le facce delle ragazzette. Sono stato dentro dodici minuti, ce ne ho messi cinquantatre per trovare il posto, dovrò guidare fino a casa per altri tre quarti d’ora.
Alla radio una canzone decente, finalmente.

Charlotte Gainsbourg feat. Beck – Heaven Can Wait

Così va il mondo

Il conto della crisi: 200mila senza lavoro in Lombardia

Milano la provincia più colpita: 3100 licenziamenti
Italia: cresce ancora la disoccupazione
A gennaio erano l’8,6% del totale (2.144.000)
Fonte: Terra
La Fiat chiude per due settimane
30mila lavoratori in cassa integrazione
Europa sempre più in affanno
11 disoccupati per un posto
Berlusconi sempre più ricco
Il reddito nel 2009 del Presidente del Consiglio cresce di 9 milioni di euro.
Forbes: Carlos Slim è il più ricco al mondo
Il magnate messicano supera Bill Gates.
Crisi passata, aumentano i miliardari
Fonte: La Stampa
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Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri dunque, ma per fortuna arriva Francesco Forte dalle pagine del Giornale a indicare la strada nel suo articolo Il Lavoro c’è, ma nessuno lo vuole:

“I giovani sbagliano a non orientarsi al lavoro nelle arti e mestieri. Esso consente interessanti occupazioni e chi lo fa prima come apprendista, poi come lavoratore dipendente, può diventare poi un imprenditore in proprio. E sbagliano i genitori a non indirizzare i figli in questa direzione, che non esclude affatto di studiare anche nelle medie superiori e, magari, all’Università se si desidera passare dall’impresa artigiana all’impresa specializzata di maggiori dimensioni. Ma è una intera cultura che va cambiata”.

In effetti è una “interessante occupazione” starsene otto ore su tre turni a sfornare da una macchina utensile particolari sempre uguali ora dopo ora, turno dopo turno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno, senza neanche avere la soddisfazione di sapere che fine faccia quel particolare che si lavora. Davvero molto interessante, come pure “diventare un imprenditore in proprio”, mettersi volontariamente all’ultimo posto della catena, indebitarsi per la vita, chiudere al primo accenno di crisi. Molto, molto interessante. Ho come l’impressione però che difficilmente un onorevole, o un giornalista, o un avvocato, o un imprenditore possa arrivare a consigliare al proprio figlio di entrare in una boita a sedici anni per imparare il nobile mestiere del tubista, o mandarlo a studiare in un Istituto Professionale per dargli la possibilità di accedere alla esaltante carriera di fresatore. Al limite, come fece Pier Luigi Celli, è questo il consiglio che gli possono dare, tocca dunque a chi già è tubista o fresatore spronare i propri figli a ricalcare le orme paterne, perchè i ricchi restino ricchi e i poveri restino poveri, perchè così va il mondo, e chissà cosa si erano messi in testa tutti quegli operaiacci che a furia di sacrifici erano riusciti a far studiare i propri figli, nella speranza che almeno a loro venisse evitata l’esperienza di quaranta anni di fabbrica o di rischi sui cantieri. E pure loro, quei figli di operai, pensa che idea balzana che avevano in testa, a pensare di non dover fare la vita dei propri genitori! Vai a sapere cosa passa per la testa a certa gente!

Pulpiti

Da Repubblica:

Roma, distributori di condom al liceo.
L’ok dei professori, il no del Vaticano che esprime “Viva preoccupazione per la banalizzazione del sesso!”

Certo il sesso è molto meno banale se fatto così!

Passerà

Le mie giornate sono accompagnate da un pensiero, che non è solo un pensiero, è qualcosa di più, un sentimento forse. Una parola sola, che comprende una considerevole gamma di significati e racchiude in sé una enormità di impressioni, alcune già vissute, altre solo sfiorate, altre ancora novità assolute da catalogare e riporre al posto giusto. Passerà. E’ la parola che mi riporta alle pagine su cui riverso gli scampoli di vite non mie che immagino e metto nero su bianco, quando altri pensieri, come troll fastidiosi, insinuano dubbi su capacità e fortuna e lasciano segni da ricucire in fretta. Che mi spinge a insistere su percorsi a me sconosciuti in gran parte, su cui mi muovo a fatica ma che percorro ugualmente, perchè voglio cercare di imparare a superare i miei limiti. Non ho molte scelte, le occasioni sono limitate, gli handicap si accumulano con il tempo che passa, la possibilità di perdersi è grande tanto quanto la paura. A volte è semplice ritrovarsi, altre volte ho bisogno di quella parola, per ritrovare quadratura e volontà, per riprendere a camminare, sempre ricordandomi che anche questa fase passerà come la nevicata di oggi, inusuale per la stagione eppure già vista in anni lontani. Può accadere, è già successo, è solo vita, niente di più, un’ azione che ne genera un’altra e poi un’altra e poi un’altra ancora, all’infinito.