Understatement piemontese

Pare che i tifosi della Roma sabato notte siano andati a Fiumicino ad attendere il ritorno dei loro campioni, reduci dalla vittoria in casa della Juventus.
Pare che il loro tecnico, Ranieri, di fronte a tanto affetto abbia dichiarato “Ma che ne sanno a Torino di queste cose!”, levandosi almeno un sassolino dalla scarpa.
Claudio Ranieri a Torino ha trascorso due anni, senza evidentemente comprendere lo spirito di questa città e senza generare particolari entusiasmi nella esigente ma, purtroppo, scarsamente competente tifoseria bianconera. In effetti sarebbe bastato scorrere l’organico delle squadre che gli erano state affidate per rendersi conto che un terzo posto al primo anno e un secondo posto al secondo anno, almeno finchè la squadra e la società non decisero di remargli contro per poterlo esonerare, erano mezzi miracoli, se non altro per lo spirito con cui la Juventus scendeva in campo, lottando fino alla fine, sempre. E’ quello che sta facendo oggi la Roma e non stupisce neanche che il suo gioco in fondo non sia granchè: era ad inizio stagione una squadra alla deriva, oggi a furia di risultati utili è terza dietro Inter e Milan e il merito va gran parte al suo tecnico, che sa che in Italia conta solo vincere o perlomeno dimostrare di volerlo fare, il bel gioco e tutto il resto sono e restano chiacchiere.
La Roma ad ogni modo va a vincere in casa di una squadra rivale, si piazza stabilmente al terzo posto e questo basta per mandare in visibilio le folle, tanto da farle correre all’aereoporto ad osannare i propri campioni.
A Torino una cosa del genere non sarebbe mai successa, e, credo, mai succederà. Vuoi perchè da queste parti nonostante tutto un terzo posto è ancora una stagione buttata, vuoi perchè bene o male di vittorie se ne è sempre portate a casa tante da viziare i propri tifosi, ma soprattutto perchè di fronte a una vittoria avvenuta in undici contro dieci, contro una squadra allo sbando che sta regalando punti a chiunque ne voglia, segnando all’ultimissimo minuto senza peraltro aver fatto molto più dell’altra squadra, ebbene di fronte a tutto questo l’ipotesi di recarsi a Caselle alle tre di notte per attendere gli eroi reduci da cotanta gloria sarebbe stata chiusa con due sole parole: esageruma nen!
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