Colin Hay – Overkill (acoustic from Scrubs)

I can’t get to sleep
I think about the implications
Of diving in too deep
And possibly the complications

Especially at night
I worry over situations
I know I’ll be alright
Perhaps it’s just imagination

Day after day it reappears
Night after night my heartbeat shows the fear
Ghosts appear and fade away

Alone between the sheets
Only brings exasperation
It’s time to walk the streets
Smell the desperation

At least there’s pretty lights
And though there’s little variation
It nullifies the night from overkill

Day after day it reappears
Night after night my heartbeat shows the fear
Ghosts appear and fade away
Come back another day

I can’t get to sleep
I think about the implications
Of diving in too deep
And possibly the complications

Especially at night
I worry over situations
I know I’ll be alright
It’s just overkill

Day after day it reappears
Night after night my heartbeat shows the fear
Ghosts appear and fade away
Ghosts appear and fade away
Ghosts appear and fade away

Understatement piemontese

Pare che i tifosi della Roma sabato notte siano andati a Fiumicino ad attendere il ritorno dei loro campioni, reduci dalla vittoria in casa della Juventus.
Pare che il loro tecnico, Ranieri, di fronte a tanto affetto abbia dichiarato “Ma che ne sanno a Torino di queste cose!”, levandosi almeno un sassolino dalla scarpa.
Claudio Ranieri a Torino ha trascorso due anni, senza evidentemente comprendere lo spirito di questa città e senza generare particolari entusiasmi nella esigente ma, purtroppo, scarsamente competente tifoseria bianconera. In effetti sarebbe bastato scorrere l’organico delle squadre che gli erano state affidate per rendersi conto che un terzo posto al primo anno e un secondo posto al secondo anno, almeno finchè la squadra e la società non decisero di remargli contro per poterlo esonerare, erano mezzi miracoli, se non altro per lo spirito con cui la Juventus scendeva in campo, lottando fino alla fine, sempre. E’ quello che sta facendo oggi la Roma e non stupisce neanche che il suo gioco in fondo non sia granchè: era ad inizio stagione una squadra alla deriva, oggi a furia di risultati utili è terza dietro Inter e Milan e il merito va gran parte al suo tecnico, che sa che in Italia conta solo vincere o perlomeno dimostrare di volerlo fare, il bel gioco e tutto il resto sono e restano chiacchiere.
La Roma ad ogni modo va a vincere in casa di una squadra rivale, si piazza stabilmente al terzo posto e questo basta per mandare in visibilio le folle, tanto da farle correre all’aereoporto ad osannare i propri campioni.
A Torino una cosa del genere non sarebbe mai successa, e, credo, mai succederà. Vuoi perchè da queste parti nonostante tutto un terzo posto è ancora una stagione buttata, vuoi perchè bene o male di vittorie se ne è sempre portate a casa tante da viziare i propri tifosi, ma soprattutto perchè di fronte a una vittoria avvenuta in undici contro dieci, contro una squadra allo sbando che sta regalando punti a chiunque ne voglia, segnando all’ultimissimo minuto senza peraltro aver fatto molto più dell’altra squadra, ebbene di fronte a tutto questo l’ipotesi di recarsi a Caselle alle tre di notte per attendere gli eroi reduci da cotanta gloria sarebbe stata chiusa con due sole parole: esageruma nen!

Ripensamenti

Stavo scrivendo un post sul secondo nano della Repubblica, quello che ogni volta che ha bisogno di visibilità spara qualche cazzata in ordine sparso. Siccome ieri è stata lanciata la proposta per candidarlo a Sindaco di Venezia oggi con tempismo degno del miglior venditore (di aria fritta) affronta di nuovo la spinosa questione dei bamboccioni, i figli che seppur adulti non vanno via di casa, la cui perdurante dimora nella residenza dei genitori turba i sonni del nostro basso Ministro per la Pubblica Amministrazione. Tra l’altro, nel malaugurato caso fosse eletto sindaco, metterà i tornelli per l’acqua alta? Dirà che i turisti che intasano il capoluogo veneto sono tutti fannulloni? Mah…
Come da Manuale del Perfetto Populista su cui i pidiellini basano tutte le loro esternazioni, manuale redatto con le impressioni raccolte nei bar e dal barbiere, dice nella scempiaggine anche cose di buon senso oltre che completamente inutili, nel senso che se uno a trenta e pussa anni è ancora a casa da mammà è ovvio che la colpa non è sua ma di un intero sistema, quello italiano, che non permette ai più giovani di guadagnare abbastanza da potersi mantenere in maniera autonoma. A dire il vero non lo permette manco ai meno giovani, perlomeno a quelli che fanno un lavoro da dipendente e portano a casa sui mille euro al mese quando va bene, ma questo è un altro discorso.
Ci stavo scrivendo un post dicevo, salvo rendermi conto dell’inutilità dello stesso, utile solo ad aggiungere aria fritta a quella che c’è già, e lo stesso dicasi per eventuali post sul processo breve o su altre minchiate governative. Meglio sarebbe stato occuparsi delle centinaia di persone che in questo momento occupano i tetti dei propri luoghi di lavoro, e invidiarli un poco, perchè sono in tanti e sono uniti, mentre da queste parti ci si rende conto di essere da soli e senza tetti da occupare, non più bamboccione ma con problematiche simili, seppure non è dalla mamma che si dimora. Nel mentre arriva quel pensiero, di religiosa memoria, che recita “aiutati che il ciel t’aiuta” che sempre più spesso si presenta, e mi rendo conto che ho altri annunci di lavoro da spulciare, altri curriculum da inviare, altro materiale da mettere in vendita su piattaforme d’aste on line, altro materiale da acquistare. E poi, terminata la parte diciamo pratica, materiale da scrivere, quel racconto da terminare, progetti da curare, contatti da cercare e nel mezzo mantenersi attivi, di mente soprattutto e non lasciarsi andare. Lottare, alla fine, come tanti, senza tetti da occupare. E di tutto il resto, davvero, mi importa una sega.

CSI – Mi importa ‘na sega

Vaccini e misteri

E così ora viene fuori che era un flop. La tanto temuta epidemia di Influenza H1N1 è venuta, se ne è andata e pochi se ne sono accorti, oltretutto senza bisogno di vaccinarsi come raccomandato dai governi di mezzo mondo. Solo qua da noi delle ventiquattro milioni di dosi acquistate alla modica cifra di 184 milioni di euro ne sono state utilizzate appena 865.000, una percentuale miserrima che apre una serie di domande.
E’ innegabile che il bombardamento mediatico c’è stato e non ha lesinato nei mezzi a disposizione: giornali e televisioni per mesi non hanno fatto altro che diffondere panico ingiustificato, quasi tutti senza stare tanto a chiedersi se effettivamente ci fossero reali pericoli, senza chiedersi se il vaccino preparato con tanta fretta fosse funzionale o meno. Questo in tutto il mondo occidentale, Polonia esclusa che rifiutò il vaccino senza ulteriori test sullo stesso.
Il dato che balza agli occhi qua da noi è che alla fine solo un 4% scarso di quanti erano vaccinabili si è effettivamente fatto pungere, credendo quindi a quanto gli veniva detto, il rimanente 96% non ci è cascato. Di questi una certa percentuale da subito era convinta della bufala suina, noi tra questi anche considerato altre pandemie ventilate e mai arrivate (mucca pazza, aviaria etc), ma gli altri? I casi sono due: o sono tutti comunisti che vedono cospirazioni dappertutto (cosa che non è), o gli italiani quando vengono toccati sul vivo sono meno fessi di quello che appare.
Qui nascono altre domande, tralasciando il perchè il Ministro della Salute non cambi mestiere avendo sperperato denaro pubblico in maniera così evidente; qua da noi non ci si dimette per cose ben più gravi, figurati solo per essere stato fatto fesso dalle case farmaceutiche, e poi il poverino non è che abbia grosse colpe: e se ci fosse effettivamente stata?
La vera domanda è quanto davvero contano i media. Proprio vero che lo strapotere berlusconiano in fatto di giornali e tv sia determinante?
Se è vero come si dice in ambienti di sinistra che gli italiani si sono bevuti il cervello seguendo i canali mediatici del Bandana, rinunciando alla propria capacità critica, avrebbero dovuto intasare gli ospedali e mettersi in fila a braccio scoperto in percentuale ben maggiore. Invece non è andata così, dando l’idea che a ciò che gli arriva attraverso i media gli italiani in fondo danno poco peso. E se danno poco peso ai media in una faccenda come la salute (che rimane pur sempre la prima cosa, almeno da noi), è credibile che gli diano peso nella politica, di cui è notoria la scarsa fiducia che l’italiano ripone in essa?
Non è quindi che gli italiani non votano a sinistra perchè è una roba come il vaccino della H1N1, che non si sà che cavolo sia e che effetti può fare?
Forse sarebbe ora che la sinistra italiana tutta sveli questo mistero, su cosa sia e che effetto può fare. Magari anche a se stessa.

Scoperte e riscoperte

Sto scrivendo una roba, o meglio più robe contemporaneamente, secondo l’umore, sempre per il fatto che non avendo molto da fare durante la giornata e in attesa di tempi migliori, mi tengo impegnato in cose che mah-chissà-forse in un futuro-non è detto-non si sa mai-tanto che c’hai da perdere, e comunque devo a tutti i costi evitare di deprimermi, per cui scrivo. Questo comporta che ogni tanto tocca documentarsi su quello che si sta scrivendo e se quello che si ha intenzione di scrivere ha come fondamento una teoria allucinante che prevede un minimo di conoscenze di fisica teorica, cosa di cui io non so una cippa e vi giuro manco ne voglio sapere più di tanto perchè in certe materie so di essere totalmente capra e alla fine per quel che mi serve mi basterebbe solo conoscerne alcuni particolari, per documentarsi dicevo finisci per fare una ricerca sul web, che è la cosa più sbagliata che uno possa fare se vuole finire di buttare giù in fretta almeno il soggetto della storia. Digitando “universi paralleli teoria” infatti vengono fuori 14.900 risultati, e son troppi e non sai da dove iniziare, per cui capita che ti guardi una menata di video della durata di un ora di cui capisci un po’ una mazza e comunque nulla di quello che ti serve, con l’unico risultato di poter poi affinare la ricerca immettendo chiavi come “stringhe” e “undicesima dimensione”.
A questo punto, dopo aver girovagato un pochetto, faccio due scoperte. La prima è una ri-scoperta, cioè che in fondo la tradizione orale è la miglior cosa e quindi chiami l’amico astrofisico per metterti d’accordo sul parlare del tutto davanti a una birra, che pure se alla fine non ti serve a nulla ai fini della storia che vuoi metter giù se non altro passi una serata in compagnia. La seconda scoperta è che dopo tutto navigando su internet a qualcosa comunque arrivi (“anche dove non volevi” tanto per citare EELST, qui a 3.40): scopro infatti che è uscito il primo lavoro da solista del cantante degli Strokes Julian Casablancas, che non c’entra nulla con quello che sto scrivendo e manco mi cambia la vita, ma è pur sempre una scoperta. Buttala via.

Julian Casablancas – 11th Dimension