Pagheremo caro, pagheremo tutto

Un ulteriore passo indietro, parlando di diritti umani più che civili, si sta compiendo in questi giorni dalle solite parti romane, dove votano leggi ai più incomprensibili, se non passando per le solite logiche di profitto come da politica neoliberista e dalla necessità di far cassa senza dover immettere nuove tasse, come da venti anni a questa parte. Si apre ai privati quindi un altro pezzo di bene comune e l’acqua è solo l’ultimo dei beni statali liberalizzati dopo le massicce privatizzazioni avvenute dai primi anni ’90 fino ad oggi. Su questo tema, la privatizzazione dell’acqua la cui notizia al Tg2 delle 20.30 è stata liquidata in cinque secondi cinque, la mia bella firmetta per dire no l’ho già messa qualche settimana fa presso un ente promotore della protesta (forse il FIMA, ma non ne sono certo) che faceva opera di informazione.
Ho firmato col disincanto di chi sa che forse è inutile, anche se la speranza è l’ultima a morire, e con la rassegnazione di chi ha già visto questo film in questi anni, con protagonisti le telecomunicazioni, le autostrade, l’energia elettrica, il gas e molto altro, e si è sorbito il finale fatto di rincari sulle tariffe e peggioramento dei servizi in quasi tutti i casi. Ad ogni modo però, più che chiedermi perchè questo Stato sta cedendo quasi tutte le sue ricchezze, non essendo un economista, la domanda è perchè stiamo lasciando fare scempio di questo Paese a coloro che invece dovrebbero servirlo.
La risposta ovviamente non la conosco, conosco però quelli che potrebbero darla, cioè noi stessi, e per noi stessi intendo quella generazione che per età e compiti avrebbe dovuto avere cura di quanto costruito da chi li aveva preceduti. Quella generazione di cui faccio parte, che negli anni ’80 aveva vent’anni e ha sprecato l’energia della giovinezza correndo dietro a miti d’importazione e ai fatti propri, barattando valori in cambio di automobili e stronzate, che è riuscita a dare fiducia incondizionata a fenomeni da baraccone politico e che ancora oggi, mentre naviga tra i trenta e i cinquant’anni, nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere lo sfacelo in cui si è immerso.
Io, che di quegli anni conservo il ricordo rancoroso di notti trascorse in fabbrica ad alienarmi, producendo pezzi di quelle macchine che mi avrebbero poi rivenduto, alla rivoluzione confesso di aver smesso di credere da un bel pezzo, forse proprio una di quelle notti, ma ho conservato per lungo tempo la speranza che forse magari chissà un giorno. E invece mi ritrovo a pensare che siamo irrimediabilmente fottuti, e l’unica speranza che vedo è nei figli che questa generazione sta crescendo, perchè se è vero che è natura del figlio rivoltarsi verso il padre, con noi avranno tutte le ragioni del mondo per farlo, e faranno bene a farcela pagare cara, a farcela pagare tutta.

16 Risposte

  1. Alla rivoluzione in sè, per quanto io ci speri come un bel 6 al superenalotto (che non gioco), non ci ho mai creduto, ma che dovessi un giorno vedermi scippar l'acqua delle fontane questo proprio….Anch'io come te ho firmato appelli e messo banner nel mio blog (che domani provvederò a cancellare), mi chiedo quando toccherà davvero all'aria…

  2. @ Russo: vista la qualità dell'aria che respiro qua a Torino ci manca ancora che me la facciano pagare!P.S.Te un figlio ce l'hai, occhio🙂

  3. Hai ragione, nel caso però lo faccio emigrare.p.s. Quanto mi dà da parlare il tuo sindaco ultimamente….

  4. Post amaro, ma lucido: anch'io, ho a volte pensato che una nuova generazione possa riscattare l'umanità, e sarà troppo occupata a mettere a posto le cose per occuparsi di vendette…

  5. @ Vincenzo: per cui esageriamo con lo sfacelo,saranno ancora più occupati e meno vendicativi🙂

  6. @ Russo: come ho detto da te Chiamparino è del Pd, mica del PCdL.

  7. Guarda, del PCdl non lo sono manco io, ma la differenza fra Democrazia e fascismo (a differenza del Chiampa a quanto pare) la ricordo ancora…

  8. Perdonami, ma preferisco essere stato tre anni sotto Chiamparino che sotto Buttiglione. Ti immagini?

  9. Il libro di Galeano "Le vene aperte dell'America Latina", finisce con la convinzione che nella storia umana ogni atto di distruzione, viene rimpiazzato da un atto di creazione. Bisogna crederci.Qui in Lombardia, i comuni si sono battutti per il Referendum e pare che si faccia.Vediamo.

  10. Mah, tre anni di Chiamparino (?!) però la delibera sulla privatizzazione dell'acqua l'ha firmata senza problemi.

  11. @ Mario: tre anni perchè io vivo qua da soli tre anni, ma so che è sindaco dal 2001.Ripeto: meglio Buttiglione? Forse avrebbe firmato privatizzazioni e sgomberi con più filosofia🙂

  12. In tutte queste chiacchiere attorno all'acqua, mi sembra che nessuno si renda conto del problema immenso che il nostro paese ha: gli acquedotti fanno schifo, e nonostante le buonissime precipitazioni un paio di anni fa d'estate si era in emergenza idrica. Posto che lo stato i soldi per riparare i percorsi idrici artificiali non ce li ha, io non sono contrario a prescindere, così, per partito preso, ad una privatizzazione dei servizi. Tutto dipende da COME questa privatizzazione avviene, e da che tipo di controlli e clausole ci saranno.Ma sparare a zero senza nemmeno considerare il problema enorme che abbiamo mi sembra senza senso.Tanto per fare un esempio, nel Lazio meridionale si perde il 73% dell'acqua trasportata dalla rete pubblica. 73%! Ma vi fermate un secondo a pensare che significa?

  13. @ Old Whig: significa che forse dall'altra parte del mondo, se sei ancora negli Usa, si perde di vista il fatto che siamo in Italia, e che qui parole come "controlli" e "clausole" non hanno senso. Forse perchè siamo governati da una classe politica criminale corrotta mafiosa e stupida (nel migliore dei casi), ma forse soprattutto perchè dello spreco di un bene pubblico non frega un cazzo a nessuno almeno finchè poi non gli arriva l'aumento della tariffa a seguito della privatizzazione, o finchè uno non perde il posto di lavoro a seguito dei tagli dovuti alla privatizzazione, o finchè non scopre che una volta il servizio era migliore e non lo pagavi nemmeno tanto, sempre a seguito della privatizzazione. Tutte cose già accadute in vari altri settori, dalla telefonia, alle autostrade, all'energia.Qui non è partito preso, è esperienza.

  14. @ Old Whig: P.S.Leggendo qua forse potrai capire il perchè di un certo "partito preso":http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6498

  15. Rouge,io penso che alla fine non c'è differenza e se vogliamo proprio dircela tutta dello sgombero dei centri sociali parla Chiamparino insieme a Ghiglia.

  16. @ Mario: la differenza sicuramente è minima, ma credo ci sia ancora. Certo preferirei che sindaco lo fosse uno dichiaratamente di sinistra, ma mi pare che ultimamente in quel versante stiamo messi piuttosto male, purtroppo.

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