Loving the alien?

Nella foto: Selezioni per il GF10 a Torino.

Quasi a conferma delle teorie rettiliane di David Icke arrivano in questi giorni le dichiarazioni di alcuni scienziati bulgari che affermano che “Gli alieni sono intorno a noi e ci osservano”, ma a differenza degli uomini rettile questi pare abbiano buone intenzioni. Sembrerebbe che questi visitatori tentino di comunicare attraverso un linguaggio che noi, ti pareva, non siamo ancora in grado di comprendere e per indirizzare le loro critiche al genere umano e il nostro approccio sbagliato verso la natura lo facciano attraverso i cerchi nel grano, che è un po’ come se per dirci quanto sia sbagliata la boxe ci dessero un paio di cazzotti, ma essendo troppo evoluti rispetto a noi non avrebbero proprio altro modo (eh sì, sono troppo avanti)!
Insomma ci sono difficoltà di comunicazione tra noi e loro e il dubbio che potessero essere tra noi a me era venuto da un bel po’, solo sbagliavo soggetti e credevo fossero molti, molti di più in numero. Tanti quanti seguono il Grande Fratello almeno.
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Babylon zoo – Spaceman

Stato di divieto

Io sono un fumatore. Non lo dico con orgoglio, lo dico solo perchè così è. Fumo sigarette esattamente da ventitre anni tre mesi e qualche giorno, da quel giorno d’estate in cui partii per le vacanze da solo e prima di salire sul treno diretto al sud comprai un pacchetto di Marlboro da venti e quando scesi alla stazione di Foggia dove avevo una coincidenza credo ne comprai un altro. Da allora ho cambiato marche ma non ho più smesso. Nemmeno un giorno.
Se me lo chiedete non so esattamente perchè fumo, o perchè non smetto. Forse per un distorto senso di libertà che la cicca ti da, forse non mi voglio abbastanza bene, o forse semplicemente perchè sono della Vergine, che non c’entra ma c’entra, perchè noialtri nati sotto quel segno siamo in genere abitudinari, costanti e metodici, per cui se uno della Vergine comincia a fare una cosa in linea di massima vorrebbe continuare a farla vita natural durante. Detto fra noi mi è andata ancora bene che il mio approccio con le droghe sia stato deludente, altrimenti sarei stato un signor tossico e anzi, considerata la merda che girava vent’anni fa, immagino avrei fatto la fine di tanti miei coetanei. Comunque qualche vizio, i pochi che ho, me li porto dietro da anni e questo è.
Quando ho cominciato a fumare il divieto credo ci fosse solo nei cinema e nei teatri, ma era in vigore solo da un paio d’anni, e non si fumava negli ospedali, mi pare, per quanto anche lì ogni via di fuga era buona, per il resto si fumava dappertutto. In questi anni tabagisti ho visto allargare il divieto di fumo in maniera direttamente proporzionale al costo delle sigarette: più vietano di fumare, più costano le sigarette. Evidentemente devono recuperare i soldi persi mi dico, ma sopporto, perchè in fondo andare al ristorante senza sentire odore di fumo è una cosa giusta, seppure mi stai togliendo il piacere di fumarmi una cicca in tranquillità dopo aver mangiato, devo uscire al freddo e al gelo per farmi una paglia, ma vabbeh, sopporto.
Nei bar e nei pub sopporto meno, perchè lì davvero mi levi tutto il piacere dell’accoppiata bevuta/fumata e il fascino dato da un locale fumoso, ma pare che il fumo disturbi chi non fuma (che mi chiedo allora che cacchio vada a fare in un pub!) e poi torni a casa con i vestiti che puzzano e dunque anche qui, mavabbehsopporto. Nelle discoteche poi vale lo stesso discorso dei pub e se una volta tornavi con i vestiti che puzzavano di tabacco oggi torni con una puzza d’umanità che l’odore di sigaretta se non altro copriva: solito ma vabbeh sopporto, anche perchè in disco non ci metto più piede da anni per cui mi costa veramente poco.
Questo per i locali pubblici e vale logicamente pure per i luoghi di lavoro, e dice puoi sempre fumare a casa, ma in casa mia non è diverso dagli altri posti, in quanto c’è il tacito accordo che non si fuma dentro, quindi mi tocca emigrare sul balcone per farmi una tirata ogni tot. Ma va bene anche qui, sopportiamo, è una rottura di coglioni dover fumare in fretta e furia e pure in piedi ma sopportiamo, è diventata sempre più dura per noialtri fumatori, ma si sopporta.
Ti rendi conto a conti fatti, per quel che riguarda me, che l’unico luogo chiuso al mondo dove nessuno si lamenta perchè fumo è la mia auto, che uso solo io per cui vorrei vedere, e difatti in auto la cicca proprio me la godo, e quando guido mi piace anche perchè sto fumando e guidare fumando con magari pure lo stereo acceso è una figata assoluta, uno degli ultimi piaceri rimasti. In quella auto diventata ultimo baluardo e ultimo rifugio sei veramente a casa tua, comandi tu e ovviamente fumi quanto cazzo ti pare!
Ora, non ti arriva una testa di cazzo, che evidentemente non fuma ma a cui piacciono i fuochi, a proporre il divieto di fumare pure nelle auto? Ah che bello l’Occidente, terra di giustizia e libertà. Soprattutto libertà!

Antonio Albanese – Alex Drastico

Incubo

Stanotte ho avuto un incubo.

Ho sognato che ero diventato interista.

Similitudine

Dapprima a settembre, al primissimo cambio di stagione, mi sono beccato il solito mal di denti, facendo quindi una conseguente cura antibiotica che mi ha steso particolarmente, anche perchè da stupido non l’ho sostenuta in maniera adeguata con fermenti lattici e vitamine (ché io mica mi rendo conto che gli anni passano). Insomma, difese immunitarie al minimo storico e immediati conseguenti primi acciacchi di stagione.

Nel mezzo, a ottobre, mi sono beccato a detta del mio medico “una delle tante influenze che girano“, che non ne basta una ovviamente, no, per accontentare tutti ce n’è un’ampia gamma in circolazione (un po’ come le offerte della Tim) e io me ne becco una subdola come un ministro della Repubblica, che non dà febbre ma che ti sega per una settimana minimo. Niente medicine, solo vitamine, pare passata, ma ci ho messo un bel po’ a recuperare. Tutto questo nel bel mezzo della campagna terroristica della H1N1, con i dubbi che li butti fuori dalla porta e ti rientrano dalla finestra sotto forma di servizi giornalistici in tele e sui giornali. Uno spasso!
Infine, è storia di questi giorni, al primissimo vero freddo mi becco uno dei primissimi raffreddori, che per una volta mi dico “toh, una roba normale: raffreddore, conosco!”, e per non sentirmi solo lo attacco a chi mi sopporta in casa. In questi ultimi giorni più che a parole ci siamo parlati a starnuti, ingaggiando per la noia una gara a chi lascia in giro più moccichini (sta vincendo lei).
Niente di preoccupante, ma complice la brutta stagione in giro qua in città c’è più gente ammalata che sana, e l’aria, che era già irrespirabile di suo causa inquinamento, è diventata ancora più pesante. E la sensazione per me uscendo di casa è sempre più simile a quella che deve provare un canarino in una miniera.

The Police – Canary in a Coalmine