La cura

Mentre le vicende private e non dell’amatissimo (cosi pare, al 68% degli italiani) PresdelCons tengono banco su tutti i media con la dichiarata incostituzionalità del Lodo Alfano da parte della Consulta della Corte Costituzionale, questo Paese sta attraversando la peggior crisi degli ultimi trenta anni, spalmata su più livelli, economico, sociale, politico.
I dati del Fondo Monetario Internazionale per il prossimo anno sono preoccupanti, con un tasso di disoccupazione previsto attorno al 10,5% e con un ulteriore aumento del nostro debito pubblico. Già in questo 2009 l’economia italiana ha visto ridursi drasticamente la ricchezza prodotta, un -5% che in pratica ci riporta a livelli del secolo scorso, e le previsioni sulla ripresa della crescita sono sconfortanti, prevedendola lenta a partire solo dal prossimo anno. Questo significherà che tante ditte che in questo 2009 hanno retto, il prossimo anno saranno costrette a chiudere i battenti.
Quindi meno lavoro, meno denaro, più povertà, più disagio sociale.
Mentre tutto questo incombe sulle nostre teste (per rimanere solo in ambito italiano, che in ambito internazionale si profila ben altro, vedi qui), sui giornali nelle televisioni e nella vita pubblica si è costretti a parlare malgrado tutto del settantatreenne PresdelCons, se è o meno un corruttore, se è o meno un puttaniere, se è o meno un pedofilo etc etc. L’attenzione è volta esclusivamente alla sua persona anche in occasione di catastrofi naturali, vedi Abruzzo o Messina, dove la sua presenza fa da catalizzatore e spesso distoglie dalle questioni concrete.
Preso atto che bisogna comunque riconoscergli doti non comuni di resistenza, detto fra noi ne abbiamo un po’ le palle piene di vedere l’opposizione di questo governo occuparsi solo di questo uomo e sarebbe meglio, molto meglio, cominciare a occuparsi seriamente di problemi concreti, cominciando a prendere le distanze da tutto ciò che riguarda la figura del PresdelCons. Non che questo non rappresenti un problema, ma il timore, fondato, è che nel momento in cui finalmente il premier deciderà di ritirarsi a vita privata, non senza prima aver sistemato le sue cose, il vuoto che lascerà sarà enorme, e questo detto senza nessun rimpianto ma solo constatando la situazione attuale che vede un Pdl totalmente identificato con il suo leader senza possibili successori (tranne il solito Fini), e una Lega che ha comunque bisogno di alleati per poter governare, e senza B. pare difficile che altri si accompagnino al carroccio.
Nel centrosinistra la situazione è se possibile peggiore, con un Partito Democratico che fatica a nascere perdendosi tra lotte interne e una mancanza desolante di strategia a lungo termine, con un Italia dei Valori il cui unico pregio è quello di fare una opposizione dura a parole ma a volte inconcludente nei fatti, e con un Partito Radicale di cui si sono perse le tracce (qualcuno ha più sentito una parola da Bonino e compagni?). Della vera sinistra non parliamo nemmeno, vista la scarsa visibilità che hanno oggi i partiti dell’area extraparlamentare, e la loro naturale tendenza alla frammentazione. Il vuoto dunque anche da questa parte e quello che viene fuori è che in pratica tutta la politica italiana, di destra come di sinistra, giri esclusivamente attorno alla figura del premier e nessuno pensi a quello che invece sarebbe necessario fare per questioni che riguardino la maggioranza degli italiani. Colpa del berlusconismo, certo, ma anche colpa di chi il berlusconismo lo subisce pensando di attaccarlo.
Intanto quello che si muove (vedi qui), è come al solito dalla parte sbagliata, nel senso che si ripropongono i soliti schemi che vogliono i poteri forti decidere per le sorti del paese.
In questo clima di democrazia malata la sensazione è che alla malattia si stia cominciando a rispondere con una cura, ma dovremo faticare ancora molto per smaltire le tossine accumulate e arrivare ad una guarigione. Resta da stabilire quanto durerà la terapia, ma soprattutto chiedersi una cosa fondamentale: se è questa la cura giusta.
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6 Risposte

  1. Noi ci muoviamo in una democrazia che delega alla maggioranza il governo e quindi i destini del Paese.Questa maggioranza in Italia ha un nome ed un solo padrone: Silvio Berlusconi.Finchè ci sarà e comanderà non potremo fare altrimenti che occuparci di lui e delle sue decisioni, piaccia o meno.

  2. @ Russo: su questo siamo d'accordo, almeno a livello di singoli blogger. Il problema è che l'opposizione tutta è trascinata in questo meccanismo. A me sembra che a furia di occuparsi di lui ci si stia dimenticando tutto il resto, e se putacaso cadesse ora, c'è qualche altrnativa a sinistra? No, non mi sembra, semmai l'alternativa la stanno costruendo a destra mi pare. Tutto qui. Vigilare siam d'accordo, ma bisognerebbe anche costruire.

  3. Continuo a ripetere che prima di Natale cade giù. Vedremo.

  4. @ Alberto: Mi verrebbe da dire speriamo, non fosse che non risolverebbe niente. A mio avviso non siamo ancora pronti.Benvenuto da queste parti.

  5. Tra le altre cose domani c'è lo sciopero generale dei metalmeccanici, dei precari della scuola e degli studenti, con manifestazioni in 50 piazze d'Italia. Sarà che sono fuori dal mondo del lavoro sindacalmente inteso, ma l'ho scoperto veramente tardi, e sì che bene o male qualche giornale lo leggo. Ecco, è questo che intendevo. Uno sciopero generale non è cosa da poco, o almeno non lo era fino a qualche annetto fa, perlomeno quando ero in fabbrica. Oggi passa quasi inosservato e ha scarso spazio nell'informazione troppo occupata a seguire le vicende del premier. Il quale mi sa che su queste cose ci marcia.

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