Portrait of Jaco

John Francis Pastorius III detto Jaco, il più grande bassista del mondo come lui stesso si definiva già agli esordi, se ne andò una sera di ventidue anni fa, di lunedì come quest’anno, dopo nove giorni di ospedale per trauma cranico e fratture varie. Aveva pestato i piedi alla persona sbagliata, un buttafuori che lo riempì di botte fino a massacrarlo, ma da tempo aveva preso una china discendente che lo aveva portato dall’ essere una stella di prima grandezza nel panorama jazz rock di fine anni ’70, a reietto inavvicinabile a metà anni ’80. Problemi di droga e alcool, come spesso capita, ma non solo, problemi mentali dovuti a una sindrome maniaco depressiva fatta di improvvisi sbalzi d’umore, inarrestabile attività e loquacità, eccessiva autostima, comportamenti autodistruttivi.

Questo il ricordo del fratello Gregory (*):
Jaco non se la prendeva mai calma. Era sempre sull’orlo della maniacalità, spingeva il divertimento a un limite estremo. Mi portava in spiaggia durante gli uragani più violenti, perchè diceva che bisognava sentirne l’energia. Era una reazione assolutamente naturale all’ambiente che lo circondava. Moltissime cose gli riuscivano spontaneamente -la musica, lo sport, la scuola- ma soprattutto la musica sgorgava naturalmente da lui. Ecco perchè ci si è dedicato. Diceva di sentire musica dappertutto: nel pianto di un bambino, in unamacchina che passava, nel vento tra le palme. Tutt’a un tratto diceva: “Shhh!” e ascoltava. Io non riuscivo a sentire nulla.

(*) Tratto da “Jaco Pastorius, la straordinaria e tragica vita del più grande bassista del mondo” di Bill Milkowski – Stampa Alternativa – Nuovi Equilibri
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Jaco Pastorius …. Basso
Joe Zawinul ……… Tastiere
Wayne Shorter …. Sax
Peter Erskine …… Batteria