Difficile dire

E dunque bisogna ripartire. In fondo è durata troppo e non che lo volessi, ma quando le cose diventano troppo pesanti per fortuna te ne accorgi. Segnali di malessere, piccoli all’inizio, poi sempre più grandi e pressanti, una voce che senti sempre più spesso, dentro, fino a che diventa troppo forte per metterla a tacere. E poi quell’ insofferenza, verso quasi tutto, in particolare verso un paio di cose che conosco bene ma che evito di dirmi.
E’ difficile da spiegare, o meglio è difficile da trasformare in parole, eppure in fondo, nel profondo, è tutto così chiaro che abbaglia.
Come quello che è successo ieri, per tutta la giornata di ieri. Vai a spiegare, come una gita in montagna riesca a trasformarsi in metafora di una esistenza. Ci sarebbe troppo da dire e troppo sforzo nel cercare le parole adatte per trasformare il linguaggio delle emozioni in un codice parlato comprensibile a tutti, ma non tutti capirebbero, perchè non tutti le stanno vivendo e non tutti, fortunati, le hanno già vissute.
La mia bella ha compreso subito, ma non avevo dubbi lo facesse. Ci si trova, in fondo, e non è un caso, perchè nulla è mai un caso, e se una notte di inizio novembre ci siamo ritrovati non è certo per caso o per scherzo del destino. Ma anche questo è difficile da spiegare, come pure perchè a volte preferirei vivere nei tre minuti di una canzone, o nelle cento pagine di un libro, piuttosto che vivere (punto). C’è meno fatica, senza dubbio, e rifiuto il fatto che io debba farla, senza pensare che ne faccio, anche troppa, senza volerlo veramente. Sprecando energie inutilmente, e ciò pare mi basti, o meglio penso mi basti, o meglio ancora sono convinto mi debba bastare. C’è molto di karmico, penso, in tutto questo, ma anche qui è difficile da spiegare, e sarebbe un discorso lungo, come pure dire quello che dovrei fare da adesso in poi.
Mi accontento, per ora, di mettere un punto fermo e rilanciare i dadi. In fondo cos’è, tutto quello che abbiamo attorno, se non un enorme gioco dell’oca?
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6 Risposte

  1. E' verametne difficile, da dire, da fare anche solo da pensare.E il tuo discorso, difficile, va bene anche per me…ciao

  2. @ Gaz: benvenuta da queste parti.

  3. Tieni botta Rouge, nuovo giro nuova vita.

  4. Un enorme gioco, a volte si tirano i dadi sbagliati e ci vuole tanto tempo per ritornare al via, ma ci si riesce, sempre.

  5. "a volte preferirei vivere nei tre minuti di una canzone, o nelle cento pagine di un libro, piuttosto che vivere (punto)."Non ci ho capito un ….o! Ma come la vedo io, hai tutte le risorse lessicali per elaborare e curarti le ferite. Hai tutta la mia solidarietà di povero dilettante dei sentimenti, disposto comunque a mettersi in gioco.Il logos ti salverà, ne sono AS-SO-LU-TA-MEN-TE sicuro.Un abbraccio e una bevuta alla tua salute.CiaoGiors

  6. @ Russo: tengo botta (e pure il conto delle nuove vite).@ Gio: i miei dadi seguono vie tortuose. Per fortuna alla lunga sono benevoli.@ Giorgio: Non ti ubriacare, che hai una certa età 🙂

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