Traffic report

Che poi uno dice massì un concertino ogni tanto bisogna pur vederlo, se poi è pure aggratis tanto meglio e dunque che importa se il Traffic quest’anno lo hanno portato in trasferta alla Venaria lasciando alla Pellerina storica solo la casa del Grande Fratello in tournée a farci i provini, che lì materiale subumano ce ne stà in abbondanza a volerlo cercare, essendo meta di grigliate sudamericane e puttan tour notturni, quindi proprio il genere adatto a farsi rinchiudere cinque mesi in un alloggio che avrà pure tanto di comfort ma forse è meglio la galera, che almeno sai con chi hai a che fare.
E quindi hai detto massì che sarà mai andare alla Venaria, che è mica tutta sta città e vuoi non trovare un evento così, anche se dalle micromappe che hai visto in giro non è che si capisca tanto bene dov’è che suoneranno e manco sul sito si capisce, o almeno io e la mia bella non capiamo, perchè dove c’è scritto main stage dai tuoi ricordi della visita alla Reggia ci dovrebbe essere qualcosa d’altro, ma appunto te alla Reggia ci sei già stato e vuoi che non sia segnalata una roba come il Traffic massimo evento musicale torinese da qualche anno a ‘sta parte!

Per cui si parte con l’amico ritrovato e si va, in ritardo perchè tutti e tre si arriva a casa tardi causa lavoro e i panini dei porcari sono troppo indigesti per stomaci che hanno superato le quaranta primavere quindi mangi a casa e ovvio fai tardi, ma si va e si arriva pure, e quando arrivi occhio alle indicazioni, perchè figurati se non mettono un cavolo di cartello con su scritto Traffic ad indicarti il luogo deputato, solo che cartelli non ce ne sono anche se li cerchi col lanternino e quindi vai alla Reggia, perchè comunque è da quelle parti che suonano e vuoi che da lì non si capisca dove lo fanno!

E invece ti ritrovi davanti a ‘sta casona reale, che è tanto bellina di sera con le sue fontane luminose e le luci tutte apposto ma in questo preciso momento ti frega una mazza di giochi d’acqua e lucette azzurre e verdi, vuoi chitarre disturbate e luci stroboscopiche di cui però non si sente e si vede traccia, vedi solo gente giovane e un po’ meno che gira a vuoto come te e impreca ad alta voce su dove cazzo avranno piazzato il palco e i porcari e i venditori di magliette e tutto il resto.

Chiedi in giro ma ne sanno meno di te, per cui la mia bella tira fuori doti affinate in anni di inter rail e va a chiedere all’unico della piazza che ha una mappa decente per poi inseguirlo tipo pedinamento, finchè non ci si ritrova immersi in un’ onda di gente che manco ai mondiali del 2006 e capisci che sei sulla strada giusta per trovare ‘sto cacchio di concerto di Nick Cave & The Bad Seeds, perchè vista l’ora saranno già arrivati loro a chiudere in bellezza la serata.

Camminando capiamo di essere sulla strada giusta incrociando un sottoposto di Bertolaso e tendendo l’orecchio al suono che finalmente arriva da dietro l’angolo, per cui ci si affretta e ogni tanto si fa caso alla totale assenza del benchè minimo cartello che indichi che lì si sta mettendo in scena la manifestazione torinese per eccellenza, e appare ovvio che gli organizzatori, sapendo di avere a che fare con gente che bene o male prima o poi ti trova, avranno sicuramente voluto risparmiare sulla cartellonistica che deturpa e che ha il difetto di costare troppo per un evento completamente aggratis.

Alla fine arriviamo nel piazzale, pieno di non ho idea di quante mila persone ma certo tante perchè siamo in fondo e si vede un po’ una mazza, ma c’è il maxischermo e la fronte a dir poco alta dell’ australiano canterino la vediamo comunque in tutta la sua stempiatura, e rimaniamo lì a goderci lo spettacolo rimpiangendo i prati della Pellera dove se eri stanco ti ci potevi svaccare, mentre qui è tutta terra battuta male e per di più in aperta campagna, con una bisa umida che arriva dalla Mandria a penetrarti la schiena ultraquarantenne anche lei come lo stomaco.

Ma bello, il concertino è proprio bello e Nicola Caverna e i Semi Cattivi lì sul palco se la cavano proprio bene, e lo diciamo venendo via senza aspettare i bis, che la macchina è un po’ imbottigliata dove la abbiamo lasciata e chi c’ha voglia di far coda, e lo ripetiamo pure mentre un gruppo di venditori abusivi di acqua e birra attrezzati di tutto punto con bacinelle con le ruote e luce incorporata rompono le fila di carabinieri e steward e si immettono nell’area palco come black bloc nella zona rossa, ed è una scena buffa, a pensarci, vedere una bacinella rotolante spinta da un grassone con due caramba che gli corrono dietro.

Torniamo via, non cercando nemmeno i cartelli questa volta al contrario, che tanto siamo alla Venaria e che sarà mai, difatti la macchina la troviamo subito e torniamo in città, con la sensazione che la Venaria è proprio bellina, specie con le lucette e i giochi d’acqua, ma cacchio, vuoi mettere la Pellerina?

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2 Risposte

  1. Questa sera andiamo a sentire i Buena Vista.. o almeno ciò che è ancora rimasto in vita. Non avremo i tuoi problemi perché il posto lo conosciamo e è al chiuso, niente umidità per le nostre schiene ultra cinquantenni.

  2. @ Gap: ecco una lezione da tenere a mente. Posti al chiuso e a sedere. E poi magari cristonare su 'sti ggiovani che non è più come una volta che ai miei tempi noi si andava e poi come parlano chi li capisce e ma ti pare il caso di andar in giro così conciati……Che essere di mezza età è una figata: puoi sparlare sia dei vecchi che dei giovani! 🙂

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