Accordi e disaccordi

Anni fa lavoravo in una fabbrica del cuneese, piuttosto florida, trecento operai, due stabilimenti. Investimenti sbagliati le fecero dare il giro e per noi operaiacci solita trafila, cassa integrazione, mobilità, prepensionamenti. Per dire, so cosa significa ritrovarsi senza lavoro, ma al di fuori di quella fabbrica c’erano realtà solide e una economia nazionale che ancora tirava: questione di poco tempo e un altro posto da un’altra parte lo si trovava.
Oggi la vedo dura. Almeno qua nel torinese la crisi la vedi dappertutto, la senti nei commenti e nelle parole di chiunque lavori. Non ho i dati su quante ditte abbiano gli operai in cassa integrazione, e nemmeno su quelle che stanno chiudendo, ma sono tante, troppe.
E’ sconfortante il fatto che oggi le ditte che chiudono non hanno fatto investimenti sbagliati. Hanno lavorato nell’unico modo possibile qua in Italia, a credito con le banche. Non c’è nessuno che lavori con i suoi soldi, chiunque è in debito con qualche istituto finanziario. Non chiedetemi perchè, ma a quanto pare conveniva così, questioni fiscali, stronzate del genere. Oggi si paga dazio. Le banche sopravvivono, le ditte chiudono. E’ questa la realtà.
Intanto Governo e Sindacati hanno firmato l’accordo per la nuova contrattazione aziendale, ed è un nuovo colpo per chi lavora, oltre che un altro colpo diretto alla Cgil, ultimo residuato di una sinistra che fù. Perchè è ovvio che un accordo del genere andrà a tutto vantaggio delle aziende. Parliamoci chiaro, che cacchio di potere contrattuale può avere oggi un lavoratore nei confronti di una azienda che vuole assumerlo, o anche solo un lavoratore che vuole ricontrattare il suo stipendio, quando fuori dalla porta ci sono centinaia di aspiranti al suo posto di lavoro? La risposta che gli verrà data sarà “ringrazia che lavori”.
il Ministro del Lavoro Sacconi, quello “relativamente preoccupato” per la situazione in essere, quello che come Ministro della Sanità ha di fatto impedito di mettere in atto la sentenza sul caso Eluana (è anche Ministro del Welfare: è il Trisminister) dice che con l’accordo “le parti (azienda e lavoratori n.d.a.) sono naturalmente portate a condividere obiettivi e risultati“.
Ma vaffanculo, và.
Annunci

4 Risposte

  1. Mi unisco al vaffanculo a Sacconi includendoci anche cisl e uil: ma è possibile definirli ancora sindacati???

  2. Premessa: mi unisco al coro per il trisminister sacco…….ni. A me sembra, per voi soprattutto perchè ormai io faccio parte di un’altra categoria (INPS), di essere tornato ai primi anni’50.Proprio nel 1950 feci il servizio militare: due mesi a Casale Monferrato, nove ad Asti con alcune puntatine a Torino e un mese a Dronero (Cuneo). Però niente sivè; bagnacauda e barbera sì. Poi dal ’51 al ’56 avrò fatto non ricordo neppure io quanti lavori in nero, qindi vi capisco!In gamba, mi raccomando.

  3. @ Russo: credo tu sappia cosa penso dei sindacati, per averne parlato da te a da altri diverse volte. Poco di positivo.@ Monticiano: C’è una differenza tra le nostre generazioni. Mentre la tua, che mi sembra di capire essere quella nata a cavallo degli anni trenta (come i miei genitori del resto), si è ritrovata alla maggiore età con un passato duro e sofferto e con una nazione da ricostruire e diritti da conquistare, la nostra ha fato il percorso inverso, distruggendo quel che c’era di buono e perdendo quasi tutti i diritti che voi ci avevate lasciato in dote.La mia generazione ha colpe enormi da questo punto di vista. Ora paghiamo anni di soporifero benessere, e non so davvero quanti di noi sono attrezzati.

  4. Il Monticiano ha fatto il CAR a Casale Monferrato? Penso che sia uno dei milioni che c’è passato, son più quelli che conosco per l’Italia che l’hanno fatto lì di quelli che non conosco…

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: