Bus attack

C’è linkato in questo blog, tra gli avvistati, pure il sito dell’ Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti che tanto sta facendo discutere in questi giorni per l’iniziativa degli AteoBus, come è stata definita la campagna pubblicitaria che recita come slogan:
“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno”.
La lodevole iniziativa è nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della laicità in Italia, oltre che per dare visibilità all’associazione, che esiste e opera da diversi anni e in cui tra gli altri figurano personaggi come Piergiorgio Odifreddi, Sergio Staino e Margherita Hack (qui).
Sappiamo tutti che la Chiesa, dalle nostre parti, ha un peso e una ingerenza che ha pochi eguali nel mondo, e conosciamo bene la sua brutta abitudine, anzi la pretesa, di ficcare il naso nelle faccende private dei cittadini, di un altro Stato tra l’altro.
Lo dico subito, io non sono iscritto all’associazione, anche se per molte cose ne condivido le idee. Non lo sono per scelta mia personale, perchè non credo nelle associazioni, in nessuna. Ritengo che esaurita la spinta iniziale prima o poi finiscono per perdere di vista il motivo per cui sono nate e alla fine si mantengono in vita solo per perdurare loro stesse. Preferisco quindi mantenere salda la mia individualità e riservarmi di cambiare idea, se e quando ne ho motivo, senza dovermi sentire legato a una ideologia o a qualsiasi struttura. Per dirla in breve non credo nella coerenza come virtù fondamentale, se questa ti vincola a qualcosa a cui non credi più.
Tornando all’iniziativa dell’ Uaar, ripeto, la trovo lodevole. Quello che mi lascia perplesso è lo slogan scelto, che trovo opinabile per come è stato scritto.
Innanzitutto mi chiedo perchè l’affermazione della notizia che “Dio non esiste” deve essere “cattiva”? Per un ateo non è nè buona nè cattiva, semplicemente è così, Dio non esiste punto e basta. Dare una attribuzione alla notizia rivelatrice di un fatto implica che si sia dimostrato in qualche modo quanto viene affermato, anche se in verità bisognerebbe partire dalla dimostrazione della sua esistenza, cosa che per ovvi motivi nessuna Chiesa è mai riuscita a fare. Messa così è come se si fosse dimostrata la non esistenza di Dio e se ne dà notizia, definendola “cattiva”, mentre sappiamo che così non è. Era molto meglio affermare che Dio non esiste e basta, dunque.
E, continuando, perchè il fatto di non aver bisogno di questo padreterno di cui si nega l’esistenza deve essere una “buona notizia”?
Sono cresciuto in una famiglia cattolica praticante, che ha sempre seguito i precetti della Chiesa ma senza i fondamentalismi e i bigottismi di alcuni cristiani. Più che seguire certe scempiaggini dettate dal Clero hanno sempre seguito il buon senso dato del messaggio cristiano, che potete dire quello che volete ma è un messaggio di amore, di tolleranza e di rispetto per gli altri, per tutti gli altri. So per certo che se tutti seguissero alla lettera i pochi veri messaggi di Cristo staremmo certo tutti meglio, perchè già solo il messaggio fondamentale, ama il prossimo tuo come te stesso, su cui si basa tutta la religione cristiana, basterebbe a eliminare il novanta per cento dei problemi umani.
Il problema non è Dio, il problema è la Chiesa, che pretende di esserne portavoce, e pretende di essere depositaria dell’unica verità esistente, e si arroga il diritto di dire cosa bisogna fare e cosa invece non bisogna. Quindi non sono così certo che il fatto di non aver bisogno di Dio sia una cosa buona, perchè invece ci sarebbe un gran bisogno che il suo vero messaggio venisse seguito, specialmente da quanti professano in suo nome. Ma attaccare frontalmente la Chiesa sarebbe stato troppo, anche per personaggi così in vista, per cui si è ritenuto forse preferibile attaccare qualcosa che non esiste, o di cui, meglio, non si può accertare l’effettiva esistenza.
Per cui, per concludere, l’iniziativa dell’Uaar è buona, darà visibilità a una causa giusta, pretendere uno stato laico, ma laico veramente. Speriamo che il tutto non venga disperso nelle solite polemiche che accompagnano questo genere di iniziative.
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5 Risposte

  1. Non sono in grado di dirti fino a quanto Dio è fondamentale ma so per certo, come affermi tu del resto, che se la sua parola venisse seguita il mondo sarebbe un posto migliore.Un saluto.

  2. Io non lo so. Continuo a pensare che questa iniziativa non sia così fondamentale. E’ una provocazione, e anche ben riuscita, ma nulla di più.

  3. Ciao Rouge, la campagna dei bus in Italia è stata “ripresa” dalla campagna dei bus atei lanciata in Inghilterra lo scorso anno(http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/06/religion-atheism) e, manco a dirlo, promossa da Richard Dawkins :DA me la campagna sui bus di Londra era piaciuta molto, però la Gran Bretagna è de-vaticanizzata (ci pensò il caro Henry VIII ai tempi :D) per cui non si scatenarono particolari polemiche.Al di là di come sono stati formulati i messaggi sui bus, le campagne in questione hanno l’enorme merito di aprire un dibattito e di togliere quella “sacralità intoccabile” dalle religioni che ha fatto così tanti danni in passato, e te lo dice una che vive in un paese che è stato devastato dalla chiesa cattolica per quasi un secolo.

  4. Rouge, bellissimo post!Ho visto la foto del bus incriminato qualche giorno fa e, lo ammetto, lo slogan mi ha fatto sogghignare: l’avevo trovato azzeccato.Ma leggendo adesso la tua disquisizione “filologica” e “filosofica”, debbo darti assolutamente ragione: è uno slogan d’impatto, certo, ma contraddittorio.Complimenti, amico.

  5. Ottimo post.Aggiungo che in vita mia ho conosciuto tanti atei e tanti agnostici che si dimostravano nei fatti molto più “cristiani” di tanti cristiani o sedicenti tali.Io non sono credente, ma certo è che il messaggio cristiano in sé è ancora oggi un punto di riferimento sociale, giuridico, politico e umano ancora inarrivabile.Il messaggio rivoluzionario di quell’uomo è tutt’ora inascoltato. Sempre più spesso proprio da quelle gerarchie religiose che se ne professano prosecutori…In ogni caso, senza andare troppo oltre, ritengo l’iniziativa dell’UAAR decisamente ottima, efficace e pungente al punto giusto.Spero che possa svegliare le coscienze ed aprire la mentalità di tante persone…

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