Chiedi chi erano i Pogues

Oddio, proprio bello non lo è mai stato, anzi. Shane MacGowan nel panorama musicale è da annoverare tra i front-man più brutti della storia, più che un cantante sembrava un personaggio disegnato da Robert Crumb. Aveva però quella voce roca il giusto, e quell’ aria da irlandese orgoglioso e sbevazzone che ce lo rendeva comunque simpatico, e con lui tutta la sua band, the Pogues, esportatori di quel filone irlandese che anni fa andava tanto di moda, specie fra i sinistroidi musicanti. Senza di loro i Modena City Ramblers probabilmente avrebbero dovuto adattarsi a suonare polke e mazurke (e sarebbe stato meglio) e tante serate in piccoli pub pseudo irlandesi non avrebbero avuto modo di esistere.

L’avevo perso di vista anni fa. Avevo letto di una rottura col gruppo e della continuazione in uno Shane McGowan and the Popes, nuovo gruppo del nostro, che però non sono mai andato a cercare, anche perchè mi era parso triste il giocare fra l’assonanza dei nomi Pogues e Popes. Odio vedere il declino di qualcuno che mi ha fatto passare belle serate, mi intristisce veramente.
In quello che da qualche tempo è diventato il nostro mi ci sono imbattuto per caso, navigando a muzzo sulla rete (chi vuole può andare a cercarlo qui, o qui, oppure qui).
Non è stato piacevole. Non è un bello spettacolo vedere quanto l’alcool può devastare una persona, ma c’è da dire che più che disgusto provoca una tristezza infinita.
Il pezzo sotto è di qualche annetto fa. A suo modo premonitore.
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The Fairytale of New York- The Pogues