Di pioggia e rotoli

Ieri sera l’ennesimo acquazzone su Torino. Sarà una coincidenza ma da quando ad aprile si è insediato il nuovo governo del Bandana qua non fa altro che piovere. Il tempo metereologico sembra quasi voglia farci capire che il detto “piove, governo ladro” non era solo una boutade di mazziniana memoria ma una matematica certezza.
Qua ormai non ci fanno mancare nulla: ogni giorno c’è una notizia per cui mettersi le mani nei capelli, talmente tante che non sai da dove cominciare.
Dal Ministro della Distruzione Gelmini? Passi per le cazzate sui grembiulini e sul voto numerico (evidentemente qualche figlio di leghista ha difficoltà a leggere i giudizi e se la cava meglio coi numeri: sono gli stessi che ci sono sulle tastiere dei telefonini, che coincidenza!), ma tornare indietro di trenta anni riproponendo il maestro unico è proprio da chi non ha altro interesse se non distruggere la scuola pubblica. In più questa brillante manovra produrrà a quanto pare 87.000 esuberi (dico: 87.000. Cazzo: ottantasettemila!!!!!!), una marea di insegnanti precari che faranno meglio ad andare a fare il precario da un’altra parte (i call center aspettano a braccia aperte!). E noi fessi che ci preoccupavamo degli esuberi in Alitalia. A proposito dei quali pare che alla fine siano 3250, ma non tengono conto degli altri circa 3500 (precari pure questi: ma com’è che non se li caga mai nessuno?). Insomma non ci si capisce niente come al solito.
Da chi altri cominciare, da Maroni che gongola perchè l’Ue gli ha dato ragione? Intanto con quest’altra puttanata complice Uolter e PD alla fine le impronte le prenderanno a tutti noi: missione compiuta!
O dalla anziana signora torinese che si dà fuoco perchè ha una ingiunzione di sfratto e la casa popolare non arriva?
Oppure dalle altre, ormai troppe, situazioni come queste (uno,due,tre, Basta!!!), che uno si stufa pure ad elencarle?

L’altro giorno si parlava tra noi e ci si ricordava che fino a venti anni fa tutte queste situazioni avrebbero portato in piazza pure i bambini, oggi passano nella quasi totale indifferenza. Ci si chiedeva cosa è cambiato. Non la rabbia, quella c’è ancora, e lo si vede girando per i blog. La forza di indignarsi c’è ancora, quello che manca è qualcuno che si faccia veicolo di questa rabbia e di questa indignazione, qualcuno che le porti in alto, che se ne faccia carico e che sappia anche guidare e indirizzare.
Oggi non c’è più un PCI, il sindacato è una barzelletta, la sinistra è defunta e ancora litiga tra sé e sé (pure da morti si litiga tra noi!).
Grillo? Travaglio? Ma come cavolo faccio ad andar dietro a uno che mi faceva ridere dicendo Te la do io l’America, te la do io? Marco è tanto bravo ma pare che di mestiere faccia la nemesi del Bandana, ormai mi sembrano tipo Tex Willer e Mefisto, tipo Superman e Lex Luthor (spero non tipo Nick Carter e Stanislao Moulinsky!).
Di Pietro? Lo capisci tu quando parla? Veltroni? Maddai, per piacere.

Scusate, sono incazzato, ma è che qua ormai va tutto a rotoli e continua a piovere (e speriamo che non arrivi la piena).

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7 Risposte

  1. Qui abbiamo tanto bisogno di acqua, per i notri ulivi soprattutto e non piove!

  2. ma pure la piena??? e no dai

  3. @ Peppe benvenuto.@ Art21 e speriamo di no!

  4. Sono pienamente d’accordo con te, la situazione sta degenerando è sembra non esserci una reale organizzazione in grado di arginarla. Penso sia ora di iniziare a costruire anche grazie ai blog. Certo sembra un’impresa.Un caro saluto.

  5. La situazione è già degenerata: oggi sui giornali non c’era un rigo, solo sull’Unità c’era un articolo. E stiamo parlando di una cifra enorme di prossimi disoccupati. Partire dai blog? Magari fosse possibile. Alla fine credo che ci leggiamo tra noi che siam già d’accordo sullo schifo.Bisogna arrivare a chi ha voluto ‘sto bel governo, ma come, se più che le istruzioni del telefonino non leggono?Ciao Libero.

  6. vieni a vivere in svizzera. così poi ti disperi e torni in italia. credimi…

  7. @ Digito: quasi quasi….Un saluto

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