Panem et calcenses

Ho cominciato a seguire il calcio che le immagini erano ancora in bianco e nero. La domenica pomeriggio Paolo Valenti e Maurizio Barendson conducevano fra mille difficoltà 90° minuto: erano i primi anni e i collegamenti erano quelli che erano. La Rai aveva due soli canali, Raitre sarebbe nata qualche anno dopo, e i programmi iniziavano verso le 17, con la sigla della rete che saliva o scendeva a seconda che le trasmissioni iniziavano o finivano.
Ero molto piccolo, ma è strano a pensarci, come ci si ricordi di particolari in sé insignificanti in maniera lucida e precisa, mentre per contro a volte si fa fatica a ricordare cosa è successo in mattinata. Io ho questi ricordi in bianco e nero, come tutta la mia generazione e siamo gli ultimi credo ad averne. Ricordo Zoff che passa dal Napoli alla Juventus in cambio di Carmignani e ricordo il primo poster che ho appeso in camera, Altafini con la maglia della Juventus, i calzettoni abbassati alle caviglie, l’aria da grande vecchio ormai.
Ho poi continuato a seguire il calcio e per me il colore è arrivato con le maglie verdi dell’Avellino in serie A.
Altri tempi. Seguire il calcio era un piacere anche perché bisognava sbattersi un po’ per farlo: nei primi anni ’80 delle partite di coppa al mercoledì davano scarne sintesi a orari impraticabili, dura per uno studente che alle sette del mattino era già in piedi (ma ci si sacrificava). La coppa Italia poi era totalmente snobbata, dato che per grazia ricevuta forse trasmettevano la finale. Che poi bastava poco a essere aggiornati, bastava guardare quelle due trasmissioni alla domenica e comprare il Guerin Sportivo in settimana ed era fatta.
Poi qualcosa è cambiato e tutto è cominciato più o meno nel 1986, con la scesa in campo (è il caso di dirlo) di quel Silvio Berlusconi che all’epoca nessuno avrebbe immaginato potesse avere tanto peso, non solo nel calcio. Col Bandana al Milan arrivarono i soldi, tanti, a vagonate: cominciò a comprare comprare comprare tutto il meglio che c’era in giro, pure quello che non gli serviva (Carobbi ad esempio, promettente terzino, rovinato da tre anni di panca, o De Napoli, o Baggio). Le altre squadre per stargli dietro fecero altrettanto e il calcio cominciò a diventare quel carrozzone mediatico miliardario che è oggi. Certo anche prima gli stadi erano pieni (anzi, oggi sono vuoti, tutti a casa attaccati allo schermo), l’effetto panem et circenses c’era già, ma si limitava alla domenica e non era ai livelli di oggi, dove riescono a trasmettere in televisione pure gli allenamenti infrasettimanali della Pro Patria, con l’effetto di stufare quanti, come me, preferiscono il piacere di andarsi a cercare le cose.
La situazione in Italia era tale che bisognava rimbecillire tutti in qualche modo: fino alla prima metà degli anni ’80 la gente andava sì allo stadio alla domenica, ma in settimana menava le mani in diecimila scioperi e di politica se ne masticava parecchia, per cui che fare per distrarre dalle cose serie? Si cominciò a trasmettere tutto il calcio che si poteva trasmettere (oltre a un mare di programmi scadenti), a tutte le ore, fino ad arrivare all’esagerazione di oggi, dove non passa giorno senza una partita alla tele. Grazie, son contento, ma bastava anche meno!
Direi che i conti se li erano fatti per benino e hanno vinto loro: venti anni di calcio in tv barattati con venti anni di calci nel culo (per noi tutti)!
Domani riparte il campionato con due anticipi. Come tutti gli anni mi riprometto di seguirlo, come facevo un tempo, perché alla fine a me il calcio piace. Negli ultimi anni fra anticipi dei posticipi delle giornate di recupero alla terza regolarmente mi perdo e mollo lì.
A pensarci dovrei essere contento: in fondo sono imbecille di mio.
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2 Risposte

  1. Ma quindi sei juventino (del resto per un torinese avevi un 40% di possibilità, diciamo).Ti ricorderai di quella semifinale con l’Arsenal (trasmesse in differita) in cui la Juventus fece 179 minuti di catenaccio facendo un gol su rigore – ribattuto – e subendone due, uno a partita, all’ultimo minuto. Forse segno Brady.Anch’io trovo il calcio di adesso inguardabile, un po’ per Berlusconi, un po’ per Murdoch, un po’ per altro ancora. Guardo solo i mondiali.

  2. Sì Conte, la ricordo. Non segnò Brady ma fece due gran partite, tanto che l’anno dopo la Juve se lo comprò. Sulla mia fede calcistica non dico nulla (ma qualche indizio ce l’hai!).Grazie di essere passato.

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