Who watches the watchmen?

Fateci caso: in genere nell’ editoria fumettara è un susseguirsi di eventi perlopiù noiosi, che nulla danno e nulla aggiungono a quanto già non si sia visto. Attraversiamo nella noia interi anni, in attesa dell’evento che spezzi l’incantesimo e ci dia nuovi stimoli per proseguire, fino ad annoiarci nuovamente e attendere, ancora, un qualcosa.
A volte qualcuno spezza la noia. Alan Moore è uno che lo ha fatto.
Negli anni 70, fino alla metà degli anni 80, il fumetto supereroistico mordeva un po’ il freno. Lo slancio dato negli anni 60 da Stan Lee e Jack Kirby al genere, il primo per i testi il secondo per lo stile con cui animava su carta i personaggi, dovuto all’intuizione di creare “supereroi con superproblemi” che li avvicinava al pubblico più di quanto non lo fossero gli eroi in calzamaglia negli anni precedenti (prevalentemente della DC Comics: Superman, Batman e tutta la Justice League), si era andato esaurendo. Mentre in casa Marvel si continuava con gli eroi e le formule ormai collaudate, in casa Dc si cominciò a cercare strade nuove, affidando a giovani e intraprendenti sceneggiatori le sorti di personaggi storici della propria casa editrice. Nuovi talenti cominciarono così ad esprimersi e a creare, a spezzare finalmente la noia. Tra i primi a farlo Alan Moore che, dopo aver rigenerato la serie di Swamp Thing, cambiò per sempre il modo di fare fumetto sceneggiando Watchmen.
Watchmen è un capolavoro, e dopo il fumetto non è stato più lo stesso.
Uscirà nelle sale il prossimo anno, qui c’è un assaggio.
Noia spezzata.

Ah, sudamerica sudamerica

Tu guarda la vita.
In anni passati (quei “favolosi” anni ’80) avrei tanto voluto fare un viaggetto a Belfast e dintorni, come pure in qualche paese dell’ Est, tanto per vedere che effetto fà a vivere in città militarizzate. Pensiero di un momento, preferii andare a gozzovigliare in Spagna come tutti.
Oggi questo “favoloso” governo mi viene incontro militarizzando proprio la città in cui vivo! Tu pensa che culo, risparmio pure sul viaggio!

Della serie “ma porca di quella porca…!”

Cassandra crossing

Se stiamo a sentire la cassandra Tremonti pare che stia arrivando una crisi economica paragonabile a quella del ’29.
Che dire, l’economista è lui, ma fra le tante creative cazzate sparate in anni passati (una fra tutte: “privatizziamo le spiagge” del 2005), a furia di fare magari a ‘sto giro capace che ci becca pure.
Di lui il presidente del consiglio dice con la consueta ricercatezza di linguaggio: “Il ruolo di Tremonti non è certo facile, anche con me a volte lui ha l’atteggiamento di chi si ritiene un genio e pensa che gli altri siano tutti pirla”.
Dato che pure Bandana I° mi pare ragioni allo stesso modo su se stesso, domanda: chi è il pirla dei due?
A voi l’ardua sentenza.

Nei ritmi ossessivi la chiave (dei riti tribali)

Avevo voglia di musica, e ieri citavo Battiato.
Questo sotto è un bel pezzo.
C’entra niente con Sufi e Dervishi.
E’ solo ossessivo.
Godetevelo.

Lcd Soundsystem – All my friends

Such a shame

Povera Patria
di Franco Battiato

Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame che non sa cos’è il pudore
si credono potenti e gli va bene quello che fanno
e tutto gli appartiene

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali
nel fango affonda lo stivale dei maiali
me ne vergogno un poco e mi fa male
vedere un uomo come un animale

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere..
La primavera intanto tarda ad arrivare.

……………………

E anche oggi due notizie sui giornali che giustificano il testo di Battiato soprariportato (Povera patria, del 1991, anche questo attualissimo, nonostante siano passati diciassette anni). L’arresto di Del Turco e compari per tangenti e la sentenza per i pestaggi della Bolzaneto aumentano il senso di schifo che ormai da mesi (anni) provo verso certi fatti.
Ormai non passa giorno che non ci sia qualcosa che mi fa chiedere il motivo per cui continuiamo a sperare che le cose cambino, oppure più spesso (sempre più spesso) se non è il caso di levare le tende e andare a cercar fortuna e società migliori da qualche altra parte nel mondo.
L’altro giorno un amico diceva riferendosi a se stesso che non è bello sapere di non condividere nulla con il 60% di chi ti sta attorno. Troppo ottimistica la percentuale: se va bene è rimasto un dieci per cento con cui condividere idee e opinioni.
Mi chiedo quando è cominciato questa deriva. Forse c’è sempre stata, non saprei dire, certo periodi del genere ne ricordo pochi. Forse è solamente perchè tempo fa speravamo ancora in non si sa bene cosa, oggi manco più quello.
Va beh, addà passà ‘a nuttata.

Mut(e)azioni

Sezionatori d’anime giocano con il bisturi
Maggioranze boriose cercano furbi e stupidi
Sobillano i malvagi aizzano i violenti
E gli invidiosi indispongono

Intanto Paolo VI non c’è più
E’ morto Berlinguer
Qualcuno ha l’aids
Qualcuno il pre
Qualcuno è post senza essere mai stato niente

Cerco le qualità che non rendono
In questa razza umana
Che adora gli orologi
E non conosce il tempo
Cerco le qualità che non valgono
In questa età di mezzo

………

Sono passati quasi venti anni da quando Giovanni Lindo Ferretti scrisse coi CCCP il testo di “Svegliami”, di cui sopra riporto qualche passaggio e qui potete ascoltare. Mi sembra ancora attualissimo e ho timore che lo resterà ancora per un bel pezzo.
GLF oggi è ritornato alle origini. Vive nel suo paesino sull’appennino tosco-emiliano e ha avuto una conversione di ritorno. Forse non condivido appieno ma ho profondo rispetto per le persone che hanno il coraggio delle scelte.
Come disse Muhammad Alì:
“Un uomo che osserva il mondo a cinquanta anni allo stesso modo in cui lo ha fatto a venti, ha sprecato trenta anni della sua vita”.
Sottoscrivo.