Gli zulù vanno alle giostre (3)


La serata scivola via pesantemente. Nulla di importante viene detto e forse nulla c’è da dire.
Matteo Spensieratezza si alza non meno di sette volte, saluta non meno di diciotto persone, briga con almeno due, scola quattro tra medie e piccole.
Corteggia, baccaglia, complimenta senza ritegno almeno tre ragazze, si illude con una, estorce numeri di cellulari con consumata abilità, lascia il suo come se di mestiere facesse il rappresentante di se stesso. Collega il cervello solo due volte, il resto è esperienza.
Serata Proficua.
Vinicio Tristezza scioglie i nodi che ripetutamente gli si formano in gola, conta tre volte gli stuzzicadenti rovesciati sul tavolo, guarda verso l’orologio del bancone almeno dieci volte, si stupisce sei volte di come sia regolare il suo guardare l’ora.
Osserva Mats, osserva le cameriere, osserva Ricu Sorriso Stampato, osserva la sala, osserva chi entra, chi esce, chi va in bagno e chi sta seduto.
È l’Uomo che Guarda.
Guarda il suo bicchiere color giallo paglierino, collega il colore della birra a quello del piscio tutte e due le volte in cui va in bagno. Nel tragitto urta tre persone, ne riconosce forse una, parla mai.
Guarda e pensa, pensa e guarda, ma meno guarda e più pensa, e i pensieri sono tanti, Laura Rimpianto, Laura Scomparsa, Laura Santa, Laura Puttana, Laura Laida, Laura Amore, Laura Troia.
Serata di Merda.
Vinicio formula pensieri tipici di chi è stato mollato. Un intenso dialogo tra sé e sé e lei che non c’è si anima nel cervello: le frasi dette, quelle non dette, ma, soprattutto, quelle che non si è potuto dire.
Poi entrano in scena altri elementi e altri personaggi e ognuno dice la sua: è come assistere alla Domenica Sportiva , con tanto di moviola e commento tecnico. Si ripercorrono le fasi salienti dell’incontro, si rivedono le azioni più importanti, si commenta, ci si indigna, si risentono le interviste.
Vinicio fa la parte di chi alla finale di Coppa Campioni sbaglia il rigore decisivo all’ultimo minuto: testa bassa, stadio ammutolito, Laura Avversaria che corre ad abbracciare tutti e dieci i compagni esultando (troia).
Vinicio nota e pensa a cose che prima non esistevano: improvvisamente tutti quelli che stanno attorno sono in coppia. Tutti, lui escluso, hanno al fianco almeno una esponente dell’altro sesso, tutti hanno stampato in faccia la prospettiva di un qualcosa. Tutti ridono, oltretutto. Ma la cosa peggiore è non tanto vedere, quanto ascoltare, come dalla coppia maledetta al tavolo vicino:
Lei, Capelli Lisci Neri: “sai non pensavo viste le delusioni che ho avuto in precedenza e poi l’ultima storia che mi ha lasciato come svuotata e bla bla bla e non pensavo di poter bla bla bla invece bla bla”.
Lui: “Beh sai neanch’io pensavo di poter ancora bla bla e invece con te bla bla bla”.
“Stronzo mentitore” dice piano Vinicio Verità.
E via così, tra birre e moviole e coppie, con Vinicio che pensa e Mats che va e viene: la serata continua a scivolare.
Sul finire Mats Allegria propone di andare al Martinica: “Ci viene anche… coso… si insomma il tizio con cui parlavo prima”.
“E chi cazzo è?” risponde Vinicio Entusiasmo.
“Ecchissenefrega chi è! È uno.”
Vinicio alza gli occhi al soffitto con la faccia di chi pensa tutte a me.
Difatti lo pensa, non lo dice ma lo pensa e questo Mats lo sa.
Un secondo di riflessione, mani di Matteo che si appoggiano al tavolo.
Due secondi di riflessione.
“Senti Vinni” dice Mats Paterno “io capisco che hai i tuoi cazzi. La donna ti molla e tu hai i tuoi cazzi, sacrosanto, giusto, cristallino. Però non puoi pretendere che tutti abbiano i tuoi cazzi”.
Pausa studiata.
“C’è gente che vuole divertirsi qui”, dice Mats Mano sul Petto, “e che oltretutto cerca di far divertire te. Per cui, dedica se vuoi un ultimo pensiero a chi se ne è andata, e poi AL-ZA IL CU-LO!”.
Scena ferma, silenzio in studio, alla domenica sportiva il pubblico col fiato sospeso è in attesa.
Mats Attore si volta e si incammina.
Vinicio Coraggio si alza e saluta.
Il pubblico respira.
Sigla di coda.

…………………… continua …………………

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